28 Aprile 2017


che c´ di nuovo

CIAO GINO !!!

01-05-2010 - News Generiche
"Quelli del Giovedì"
Dopo breve malattia è venuto a mancare all´affetto dei suoi cari Luigi Bruni, per tutti Gino. Il funerale si è svolto giovedì 29 aprile nel Duomo di Pontedera. L´orazione funebre è toccata, e non poteva essere altrimenti, ad un commosso e addolorato Gabri Orsini che a Gino era fraternamente legato da moltissimi anni per la condivisa passione per il tennis e per il piacere di stare insieme. Con Gino se n´è andato un pezzo della nostra storia sportiva e umana e noi di Fornacette lo vogliamo ricordare e rendergli omaggio attraverso la pubblicazione integrale della testimonianza di Gabriele che rappresenta un profondo atto d´amore e di stima per questo grande personaggio che noi abbiamo avuto la fortuna di apprezzare e di ammirare. La redazione di ndf.it

Eccola:

Orazione funebre per Gino

Tutto, caro Gino, avrei fatto ancora per te, come in tutti questi cinquant´anni passati insieme con te e con tutti questi amici che oggi ti piangono con me in questo Duomo della tua Pontedera cosi affollato non solo di uomini e donne che ti hanno voluto bene ma così pieno di ricordi della tua straordinaria presenza in questa Valdera: mai però avrei pensato di doverti fare, a nome del più ristretto gruppo di amici del Guidoriccio e di Quelli del Giovedi, l´orazione funebre .
Gino non dovevi lasciarci, non dovevi lasciare questo vuoto infinito, non solo intorno alla tua famiglia alla cara Magda, ai tuoi adorati Giovanni e Daniele, ai tuoi fratelli Marco e Bruno: non era ancora tempo per raggiungere l´altro tuo sfortunato fratello Sandro e la tua cara mamma, avevamo ancora tante cose da fare insieme ora che anche te ti saresti messo in pensione come ormai la maggior parte dei tuoi compagni di tante avventure.
Avresti finito il tuo ultimo sforzo letterario cui tenevi tanto, dopo i meritati successi delle tue precedenti pubblicazioni, e in particolare l´ultima, a noi straordinariamente cara, che avevamo recentemente presentato a Calcinaia "Quelli del Giovedì" in un tripudio di amarcord, con tanti di questi amici che oggi sono venuti a renderti l´ultimo saluto.
Per noi rappresentavi un uomo del Rinascimento come il Guidoriccio che hai voluto portare con te nella tomba, dalle scienze alle arti, al sociale, avevi fatto scoprire i pericoli della terra e delle acque per primo a tutta la Valdera, ma eri anche il cantore dell´alluvione oltre che dei nostri gesti bianchi e delle tue storie giovanili o della tua vita movimentata, avevi organizzato la prima libreria popolare ed eri sempre sulla breccia per l´impegno in politica e noi ti ammiravamo per questa tua ecletticità e per questa tua voglia di partecipare alla crescita della società dove vivevi.
Io ti avevo fatto la postfazione alla tua/nostra ultima opera ed ora ero pronto per scriverti finalmente la prefazione al nuovo racconto,che gelosamente tenevi segreto e di cui ci parlavi con malcelata passione nei nostri incontri del giovedì da Nonna Ilva, incontri che non volevi mai perdere, fino all´ultimo giovedì quando fosti costretto a lasciarci per i dolori lancinanti allo stomaco, presagio della tragica fine di questa malattia crudele che ti ha tolto dalla nostra tavola, dai nostri campi da tennis ma non certo dalla nostra mente, dai nostri affetti, dalle nostre memorie dove resterai per sempre.
Io non ti scriverò più né prefazioni né postfazioni ma noi tutti ti penseremo in cielo da dove certamente ci seguirai ugualmente e se anche non avremo più la telefonata di saluto,come succedeva le rare volte che non potevi partecipare ai nostri incontri, certamente ti sentiremo lo stesso perché la tua presenza in questi anni non è stata solo di parata ma ha impregnato del tuo stile di vita tutta la nostra lunga amicizia.
E non solo noi amici di tennis e del giovedì, non solo gli amici di Fornacette, in tanti qui presenti oggi a renderti l´estremo appassionato addio, dato che te ti onoravi di proclamare,come Kennedy a Berlino, io sono Fornacettese, ma tutti quelli che ti hanno conosciuto, che hanno lavorato con te, che hanno studiato con te fin dai tempi del Liceo classico di Pontedera, i tanti che hanno giocato con te prima a basket poi a tennis, i tuoi compagni di partito, cui sempre sei rimasto coerentemente e fedelmente legato, gli amici delle vacanze da noi all´Elba, ti piangono tutti con la stesso appassionato rimpianto con cui ti piangiamo noi che ti siamo stati più vicini in questi ultimi tempi.
Tempi difficili in cui ci dicevi " è venuto il tempo dei dottori e bisogna lottare" e te Gino, quanto hai dovuto lottare e con quanto coraggio hai sempre affrontato le mille traversie della tua vita affannata ma alla fine avevi sempre vinto, come quando giocavi il doppio e riuscivi a sfoggiare il tuo rovescio divino, come amavi descriverlo nei tuoi racconti.
Per questo tutti noi confidavamo che, quando ti abbiamo fatto gli auguri di Pasqua in ospedale, anche questa volta, dopo l´operazione alle anche, dopo la prostata, avresti vinto anche quel match.
E invece purtroppo questa volta non ce l´hai fatta e ora sono io, siamo noi disperati che anziché preoccuparci di una prefazione dobbiamo fare questo discorso in limine mortis: ma Gino per noi non morirai mai.
"In Paradisum deducant te angeli ", canteremo in coro al termine di questa cerimonia, e sicuramente, Gino, in paradiso quando arriverai con la tuta del Guidoriccio, avrai un posto privilegiato come in tutti i nostri cuori.
A te, Magda, ai tuoi Giovanni e Daniele, un abbraccio infinito da tutti noi che abbiamo voluto bene a Gino e che continueremo a tenerlo stretto nei nostri pensieri.

Gabriele Orsini per " Quelli del giovedì"

Pontedera 29 aprile 2010



Fonte: gdg

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