23 Maggio 2017
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che c´ di nuovo

IL MUSEO DELLA BICLETTA GINO BARTALI DI PONTE A EMA

04-05-2009 - News Generiche
Alle Fornacette, ai tempi d´oro del ciclismo, erano quasi tutti per Coppi, in minoranza quelli per Bartali e fra questi il più illustre, se non il più accanito, era Cecchino del Pelosini. Mitico dirigente di quella Polisportiva Casarosa che organizzò epici incontri internazionali su pista. Erano gli anni 50/60 e Cecco quando il giro d´Italia arrivava in Toscana era sempre sui poggi ad aspettare Ginettaccio davanti al suo avversario di sempre Fausto il campionissimo...e "qualche" soddisfazione ce la siamo levata mi disse Cecchino in occasione dell´inaugurazione del secondo monumento a Coppi. Si è proprio così, Cecco inforcava il suo potente Falcone Guzzi 500 e andava su i passi a tifare per Bartali. Mentre Sandrino era uno sfegatato Coppiano di ferro. Al giro d´Italia la classifica e l´ordine d´arrivo di tappa al bar di Mario di Gigino la portava lui (soprattutto se vinceva Coppi) scritta su un compensato perché l´aveva sentita poco prima alla radio. Insomma con questi pensieri nel capo siamo andati in visita ufficiale al Museo intitolato proprio a Gino Bartali a Ponte a Ema. La delegazione comunale era guidata dal Sindaco Marta Perini e scopo della visita era prendere spunti per organizzare qualcosa di simile nel nostro paese all´interno del progetto di recupero area velodromo. Al nostro arrivo ci hanno accolto i dirigenti dell´associazione che gestisce il museo che ci hanno illustrato le caratteristiche dell´opera e delle imprese di Ginettaccio nato e vissuto a Ponte a Ema. Grande Gino. Entrando nel museo ci si rende conto della grandezza del personaggio e del suo gran cuore anche se a suoi tempi ripeteva "E gliè tutto da rifare". Motto sempre molto attuale aggiungiamo noialtri. Comunque, andiamo avanti ad ammirare le bici, i trofei, le maglie esposte. Che meraviglia !!! Mano a mano che si visitavano i vari ambienti c´è venuto spontaneo di fare una domanda al nostro accompagnatore:
- "ma te lo conosci Paolino Ingoglia un amico carissimo vostro paesano che sta oggi a Calcinaia con la famiglia?" Risposta. "Se lo ´onosco ? egliè i´ mi´ allievo prediletto! ma senti ´i chi t´è andato a pescare ? Sono proprio contento salutatelo e ditegli se per favore mi manda un calendario delle manifestazioni canine organizzae quest´anno". Così parlò Roberto Nenci maestro allevatore de "I dobermann di Piandema". Hai visto com´è piccino il mondo ! Al ritorno a casa ho chiamato Paolo che è rimasto molto contento di questa cosa tanto che gli abbiamo chiesto se ci scriveva un pezzo sul suo paese natio che noi proponiamo agli amici di ndf.it.
O, intendiamoci, Paolo è un "vecchio" sentimentale come noi e si sente che a Ponte a Ema ha lasciato un pezzo del suo cuore e in questo ci sono con noi delle analogie non di poco conto rispetto alle Fornacette della nostra gioventù. Ciao Paolo. Grazie. Se qualcuno volesse andare al museo di Gino Bartali a Ponte a Ema contatteci, saremmo ben lieti di fornirvi tutte le indicazioni possibili. Intanto godetevi le foto del museo nella foto gallery collegata a questa news. Poi, se volete, potete entrare nel museo attraverso il suo sito ufficiale: http://www.ciclomuseo-bartali.it/web/

Indirizzo:
Associazione Amici del Museo del Ciclismo "Gino Bartali"
Via Chiantigiana, 177
50126 Ponte a Ema (Firenze)
Tel. 055 6461272
Fax 055 6466532
e-mail: info@ciclomuseo-bartali.it


Una giornata a Ponte a Ema, il paese di Gino Bartali
...e anche il mio


di Paolo Ingoglia

Per chi, dalla Valdera volesse andare a visitare il museo del mitico Campione Gino Bartali, non deve far altro che prendere la Fi-Pi-Li direzione Firenze, giungere a Scandicci, imboccare l´A1 direzione Roma, fino all´uscita di Firenze Sud. Laddove ora c´è un lussuoso Hotel di una famosa catena internazionale vicino a una grande rotatoria, un tempo c´erano gli alberi da frutto più buoni di tutta la zona.
Ciliegi, albicocchi, susini, peschi, erano per noi ragazzi di paese una miniera di vitamine ed un enorme palestra a cielo aperto dove noi svolgevamo particolari attività sportive tipo il "salto da un ramo all´altro", oppure lo "scatto da centometrista con salto ad ostacoli" ogni qualvolta venivamo sorpresi dal proprietario del terreno (bei tempi!).
Veniamo un po´ ai giorni nostri; superata la rotatoria si entra in paese, il quale a prima vista non appare molto cambiato nel corso degli anni, solo una piccola parte che si trova sul lato sinistro è di recente costruzione,per il resto tutto è rimasto pressoché invariato.
Quelli che sono cambiati sono i paesani, infatti anche Ponte a Ema ha subito l´influenza di immigrazione da parte di varie etnie giunte da ogni dove, ed anche gli esercizi storici come macellerie,alimentari ed altro sono gestite da facce nuove dovuto all´inarrestabile processo di trasformazione generazionale.
Lasciato sulla destra il Bar Sport dove noi ci riunivamo prima di andare al cinema o a ballare, si giunge alla casa natale del mitico Ginettaccio sotto la quale adesso c´è un´edicola, tempo fa si trovava il Bar Intramontabile (termine col quale veniva chiamato Gino) e mitica sede del Viola Club
a lui intitolato.
Fatti pochi metri dall´altro lato della strada ecco il museo fortemente voluto dalla popolazione già prima che il nostro Campione passasse a miglior vita.
Se sarete fortunati potrete trovare dei ciceroni speciali, personaggi storici di Ponte a Ema, come Roberto Nenci, grande "chirurgo" della bistecca alla fiorentina al quale sono particolarmente affezionato, essendo lui stato il mio punto di riferimento per i tanti consigli che mi ha dato del mondo cinofilo del quale faceva già parte fin dai primi anni 60 in quanto titolare dell´affisso di "Pian d´Ema" noto allevamento di Dobermann, Bracchi Italiani e Tedeschi.
Per chi volesse sapere di più su questo paesino alle porte di Firenze, può trovare in libreria un simpaticissimo libro che si intitola "Quella candida Valle dell´Ema", scritto da Adorno Bonciani, pittore e scrittore coetaneo di Bartali nel quale si raccontano le gesta del Campione nel periodo a cavallo della II Guerra Mondiale.

Approfitto della preziosa ospitalità del sito "noidifornacette.it" per salutare i miei concittadini sia di Ponte a Ema che di Calcinaia. Un abbraccio virtuale che come un ponte unisce e accomuna idealmente due realtà molto legate alla passione per la bicicletta. Ciao !


Grazie ancora Paolo e un caloroso saluto agli amici del Museo Gino Bartali di Ponte a Ema che ci hanno fatto trascorrere una giornata davvero speciale e densa di significati umani e sportivi.

La redazione di ndf.it

Le foto allegate a questa news ritraggono spazi del Museo e l´amico Roberto Nenci - Consigliere dell´ Associazione Amici del Museo del Ciclismo "Gino Bartali" di Ponte a Ema




Fonte: gdg

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