27 Aprile 2017


che c´ di nuovo

NEL 50° ANNIVERSARIO DELL´ALLUVIONE ONORE AGLI ANGELI DEL FANGO FORNACELLESI

04-11-2016 22:07 - News Generiche
La cronaca di quei drammatici giorni di 50 anni fa nella relazione del Sindaco Lanciotto Passetti al Consiglio comunale del 7 novembre ´66.

"Verso le 9 del 4 novembre è pervenuta una comunicazione da Firenze, tramite i Carabinieri, che sarebbero giunte nuove ondate di acqua, quando l´Arno era già abbastanza alto. Dopo le prime telefonate al Genio Civile per organizzare il tamponamento degli sblocchi nei pressi del paese, con le apposite cateratte, il sindaco si è recato a Pisa nella ricerca di una quantità di sacchi per tamponare le falle. Gli stessi sono stati in parte reperiti presso il magazzino di Cucigliana e con essi è stata iniziata l´opera di contenimento delle acque, le quali tuttavia cominciavano verso le 17 a tracimare al di sopra del muro di protezione formando un fiume nel centro del paese e in diverse altre vie. In tale situazione si è resa preziosa l´opera di molti giovani che si sono prodigati con abnegazione con lo scopo di ridurre le conseguenze dello straripamento. Ma l´apprensione e i timori del peggio sono durati poche ore, perché verso le 21 le acque si abbassavano repentinamente di circa 20 centimetri. E´ stata la fortuna di Calcinaia che accusa modestissimi danni, ma ciò faceva prevedere che in qualche punto l´Arno aveva rotto gli argini con gravi conseguenze in altri abitati. In nottata giungeva notizia che anche l´Era aveva rotto l´argine a Pontedera e che questo Comune era stato completamente allagato, per cui ciò creva pericolo per la frazione di Fornacette. Infatti l´acqua raggiungeva a grande velocità le vicine campagne e quindi era necessario intervenire in qualche modo per impedire che invadesse l´intero abitato di Fornacette. Nella stessa nottata sono stati chiamati dei camions per traferire una certa quantità di sacchini di rena da Calcinaia dove sembrava che il pericolo fosse scongiurato, allo scopo di formare una piccola diga sul ponte della Tosco Romagnola e quindi far scaricare le acque nell´Emissario del Bientina, contenendole così nella zona est del fiume predetto. E´ stato salvato il salvabile, ma non vi è dubbio che i danni sono notevoli per i numerosi artigiani, per le industrie locali e per i cittadini invasi dalle acque, che hanno raggiunto ai lati della Tosco Romagnola un metro e mezzo di altezza, superandola in alcuni punti fino a raggiungere i due metri e mezzo. Nella giornata di sabato le difficoltà sono state fronteggiate con barche, i cui proprietari ed altri volenterosi hanno lavorato in maniera encomiabile nelle azioni di salvataggio. Anche i cittadini ed in particolare i giovani si sono prodigati con spirito di solidarietà. In seguito la situazione è nettamente migliorata anche per la stagione propizia, tuttavia non è ancora tornata nella integrale normalità per molte famiglie. E´ impossibile fare un bilancio, ma non c´è dubbio che i danni sono elevati. Per ciò che concerne la spesa pubblica si può indicare che il patrimonio stradale è in diverse vie dissestato e due scuole sono state allagate. L´energia elettrica non è stata completata in alcune zone. Per ciò che riguarda il patrimonio privato diremo che sono stati allagati una trentina di laboratori artigiani e industriali, una quindicina di cantieri edili, circa 400 vani residenziali e circa 430 vani colonici. Sono state affrontate delle spese urgenti per acquisto di stivali, pane, latte e quant´altro necessario e naturalmente sarà fatto un resoconto di tali spese".



Fonte: gdg

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