23 Ottobre 2017
che c´ di nuovo

PAROLA D´ORDINE: RIQUALIFICARE IL CENTRO STORICO DI FORNACETTE

17-10-2008 - News Generiche
Il velodromo intitolato al partigiano fornacettese "Nevilio Casarosa" è oggi una spettrale tomba del ciclismo su pista. A suo tempo è franato il Vigorelli di Milano e l´Olimpico di Roma è stato abbattuto a causa del suo inesorabile declino. A Fornacette basta affacciarsi all´impianto dal parcheggio di Via Amendola per farsi venire lo "struggimento" allo stomaco. Dopo tanti anni di inattività e di incuria sta per franare tutto da un momento all´altro. Il degrado regna sovrano in mezzo alle case. Una mazzata ai ricordi e all´impegno di chi ha contribuito alla costruzione ed al mantenimento dello storico anello. Grazie agli sportivi di Fornacette la Pista è stata teatro di epici duelli a colpi di pedale, di surplace, di scatti giù dalle curve, in picchiata verso il traguardo. Spettacoli impressi a fuoco nella nostra memoria: Coppi, Maspes, Teruzzi, Gaiardoni, Pettenella, Bianchetto, Beghetto, Ogna, Faggin, Pinarello e altri "Seigiornisti" degli anni ´60. L´impianto costruito alla fine degli anni ´20 è rimasto in servizio permanente effettivo (anche come scuola di ciclismo per tutta la Toscana Occidentale), fino alla fine degli anni ´80. Infatti nel 1987 fu disputato il Master Italiano Professionisti ultima e significativa gara in notturna ripresa da Rai 3. Ma la pista, per noi, non era solo ciclismo. Memorabili sono rimaste le quotidiane partite a pallone 30 contro 30, a volte anche di più. I ragazzi che entravano nel campetto di calcio ricavato all´interno dell´anello domandavano: "da che parte picchio ?" (per capire in quale porta si doveva fare gol). Poi i primi tornei di tennis degli anni ´60 sul campo in cemento realizzato all´interno dell´anello, affollatissimi gli spalti per vedere le divertentissime performance di Piero del Masoni, il mitico Strafoòo. Colonna sonora di quelle notti magiche, , il raglio del ciùo di Pietro del Dell´Unto a mezzanotte in punto. In quel periodo Fornacette ha potuto divertirsi e ammirare le migliori racchette della provincia. Noi che siamo ormai dei vecchi sentimentali nati e vissuti sulla "Pista" non possiamo essere entusiasti del suo abbattimento. Passano di qui i ricordi di intere generazioni di fornacettesi, per questo il velodromo non morirà mai, perché in quel luogo abbiamo giocato, ci siamo formati e cresciuti. La Pista, il Club Operaio, detto anche "Grubbe" (libera traduzione anglo-fornacellese), la Terrazza e la Casa del Popolo a Fornacette hanno rappresentato per noi vere e proprie "Istituzioni" punti di riferimento del nostro vivere il paese, insieme al bar di Mario di Gigino, a quello di Beppino, fino alle stanze del prete e del "campino" ex cimitero attiguo alla chiesa. Dunque giù il cappello e massimo rispetto per queste Istituzioni paesane che di fatto, nel passato, hanno sostituito la presenza e la funzione dell´ente locale. Ecco perché, soprattutto noi di Fornacette che abbiamo avuto la fortuna di vivere il periodo d´oro della Pista, dobbiamo riconoscere queste peculiarità. Ed è per questo impegno e questa assunzione di responsabilità che nel 2005 abbiamo conferito il G.P.Swismasty (l´oscar dei fornacettesi) all´amico Roberto Gonnelli Presidente della Società cooperativa Casa del Popolo.

Oggi, a parte nostalgia e ricordi, una soluzione era dunque necessaria e da più parti invocata (soprattutto da quei cittadini residenti al confine con l´anello, abituati, ma non rassegnati a convivere con talponi, zanzare, serpenti e viste non proprio panoramiche.
Avanti dunque a tutto vapore per il recupero dell´area velodromo congiuntamente alla riqualificazione del centro storico del nostro paese.

Concludiamo per dire che alla Pista, la nostra vecchia e amata Pista, gli abbiamo tributato un omaggio, un segno, seppure simbolico, di tutto il nostro affetto che presto presenteremo e condivideremo in rete con tutti gli amici di ndf.it.

Ciao !

La redazione di ndf.it


Fonte: gdg

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