01 Maggio 2017


che c´ di nuovo

QUANDO IL CIRCOLO OPERAIO ARCI SI CHIAMAVA "GRUBBE"

16-04-2009 - News Generiche
Mentre gli inglesi pronunciano Club in maniera aristocratica e ricercata, alle Fornacette si è sempre chiamato "Grubbe" in maniera ghiozza e ruspante. Si sta parlando del Circolo Operaio Arci che i proletari fornacellesi si costruirono come luogo di incontro e di confronto e perché no, di svago. Noi, della nostra generazione, siamo stati allevati a "Pista & Grubbe". Negli anni ´50 tra i dispensieri c´era anche la Lia, una mia vecchia conoscenza, insieme alla Ilva del Giorgi, e alla Eda di Uccio. Una spuma 20 lire, il caffè 30 lire, le seme e i lupini 10 lire. Insomma il Grubbe è stato il ritrovo per eccellenza di anziani, donne e i giovani del paese. Ai tempi dei nostri nonni ci ballavano il sabato e la domenica ed era possibile, nel salone tv, assistere ai primi festival di San Remo. Poi i primi flipper il cui re incontrastato era Zecca, le slot machine, le "gru" per tirare via i pacchetti di sigarette, il juke box: 100 lire tre canzoni.

Tra i vari personaggi che frequentavano il Grubbe, ricordiamo il Bimbone, grande consumatore di quartini di vino a merenda, mentre epiche erano le battaglie tra Frei e Brizzi su chi ci aveva il sigaro più lungo...e più "quarini" in tasca. Altri tempi. I tempi che Fornacette era chiamata "Piccola Russia", i gotti di vino, le seme e Carlo Marx andavano a braccetto. Erano gli anni ´60 e venne un autunno caldo anche per la gestione del Circolo. Uno scontro generazionale che comunque metteva in evidenza la vitalità di un locale che ha fatto la storia del nostro paese. Prevalsero le ragioni e i bisogni dei giovani. Con Sergio Bendinelli, allora nostro leader indiscusso, fondammo il Salone della Gioventù, con idee e progetti innovativi per quei tempi davvero eccezionali. Il torneo paesano di calcio, il teatro, i tornei di ping pong, di biliardo e biliardino, le attività del Grubbe ebbero uno sviluppo senza uguali e videro impegnati decine di giovani. Grande successo ebbe l´originale idea di aprire la Terrazza nei pomeriggi dei giorni festivi. Per questo progetto ci impegnammo a fondo nell´attività di volontariato per la gestione dei vari servizi della sala da ballo. In cambio potevamo usufruire della libera entrata al locale che ben presto diventò il più frequentato di tutta la provincia.

Un ruolo determinante per il successo del Grubbe fu giocato dai gestori che qui vogliamo ricordare e omaggiare con affetto. A parte quelli sopra citati, ricordiamo: Bruno di Docce con tutta la sua famiglia, la moglie Sira, i figli Bruna, Franca e Antonio detto "Boccanera". Alla famiglia di Boccanera seguì quella di Erasmo del Pampaloni, la moglie Lida con la figlia Oriana, infine, provenienti da San Giovanni, i mitici Corrado e la moglie Anna. Alla lista se ne aggiunsero altri, fra i più caratteristici ricordiamo la Chichia e la moglie di Mesise.

Oggi il nostro Grubbe è più o meno quello di allora e a ben vedere non è cambiato per niente a parte i bravi gestori che fanno degli ottimi caffè. Per farlo ritornare quello che era basterebbe rimettere la ringhiera di ferro tinta di grigio-verde posta a confine con il marciapiede e dove Pietruccio del Carli si esibiva come acrobata a piedi scalzi. "O come saranno i nostri ragazzi!!!..." concludeva.

La redazione di ndf.it


Fonte: gdg

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